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Omofobia/omosessualità

Last Update: 11/15/2007 9:07 PM
7/16/2007 9:00 PM
 
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Ratzinger non difende proprio nessuno, dato che ritiene che l'omosessualità sia una malattia da cui poter "guarire", e che il riconoscimento del matrimonio fra persone omosessuali sia una specie di abominio.
Gli omosessuali devono essere difesi da Ratzinger, e da quelli che la pensano come lui... altrimenti non si emanciperanno mai.

PS: anch'io ho scritto "difendere", ma con maggior cognizione di causa.



caro amico sempre le stesse cose dici , ma è possibile ma chi ti dice queste cose , lui difende la famiglia punto non ti inventare cose che non esistono ..mi metti per piacere qualceh documento che dica le cose che hai scritto sopra ti sarei grato


«Il Mondo non sarà mai abbastanza vasto, né l’Umanità abbastanza forte per essere degni di Colui che li ha creati e vi si è incarnato»
(P. Teilhard de Chardin, La vision du passé, in “Inno dell’universo”, Queriniana, Brescia 1995, p. 76)>>



8/18/2007 10:17 PM
 
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Justee, 16/07/2007 21.00:


Ratzinger non difende proprio nessuno, dato che ritiene che l'omosessualità sia una malattia da cui poter "guarire", e che il riconoscimento del matrimonio fra persone omosessuali sia una specie di abominio.
Gli omosessuali devono essere difesi da Ratzinger, e da quelli che la pensano come lui... altrimenti non si emanciperanno mai.

PS: anch'io ho scritto "difendere", ma con maggior cognizione di causa.



caro amico sempre le stesse cose dici , ma è possibile ma chi ti dice queste cose , lui difende la famiglia punto non ti inventare cose che non esistono ..mi metti per piacere qualceh documento che dica le cose che hai scritto sopra ti sarei grato





www.womenews.net/spip/spip.php?article406

L’omofobia vaticana e la mano pesante delle guardie italo-svizzere
Ratzinger e il ritorno dell’omofobia


Pubblichiamo il comunicato stampa di Facciamo Breccia, movimento spontaneo di cittadini e cittadine, gruppi, associazioni che riaffermano una cultura laica e si contrappongono all’invadenza vaticana sui corpi e sulle scelte di vita, per riaffermare l’autodeterminazione di ogni soggetto e promuovere una cultura di riconoscimento delle diversità.
Parole chiave Discriminazione sessuale
Laicità dello stato

Giovedì 23 febbraio si è tenuta a Roma una conferenza pubblica sull’omosessualità organizzata dalla Pontificia Università Lateranense. La conferenza era l’unico momento aperto al pubblico nell’ambito della cinque giorni seminariale su ’"La questione omosessuale: psicologia, diritto e verità dell’amore’. Tra i relatori c’era anche Tony Anatrella, psicanalista gesuita francese che ha scritto la voce ‘Omosessualità’ del Lexicon vaticano pubblicato nel 2003, una ‘chicca’ di preguidizi omofobici che, oltre a ridurre l’omosessualità a ’intrigo psichico’ e a negare la possibilità della dimensione omoaffettiva e dunque di qualunque forma di relazione ‘omo’, utilizza contro le persone omosessuali gli stereotipi e i modelli dell’antisemitismo più becero, quale la teoria del ‘complotto della lobby gay’ che minaccerebbe la società.

In maniera molto più blanda di quanto avvenne nel 1972, quando a Sanremo un gruppo di omosessuali e transessuali irruppe nel convegno dei sessuologi di area cattolica che discutevano di omosessualità interrompendone i lavori, a Roma circa dieci persone gay lesbiche e trans appartenenti a Facciamo Breccia, No God e al gruppo di omosessuali credenti Nuova Prospettiva ha cercato di partecipare alla conferenza, vedendosi però negata la possibilità di controbattere alle affermazioni gravemente discriminatorie dei relatori.

Al gruppo dei diretti interessati, rinchiusi in una sala secondaria, è stata offerta come sola possibilità quella di scrivere le domande su un foglio. Ma anche in questa forma controllata nessuna delle domande formulate è riuscita a raggiungere il tavolo degli interventi, mentre ai militanti sono stati strappati violentemente i piccoli adesivi incollati sul petto con la scritta ’sono gay’ o ’sono lesbica’. Un commesso vaticano ne ha approfittato anche per molestare una delle partecipanti, palpandole il seno con la scusa di toglierle l’adesivo. Alle proteste della donna, è intervenuta anche la polizia, che le ha chiesto i documenti e ha cercato di portarla in un’altra stanza venendo, però, bloccata dagli altri militanti presenti, che sono stati a loro volta identificati e invitati a lasciare l’istituto dato che, nel frattempo, la conferenza era terminata.

All’uscita il gruppo di lesbiche, gay e trans è stato insultato e minacciato; senza nessun motivo, un ragazzo è stato anche spintonato e gettato a terra.

La vicenda è particolarmente significativa nel mettere in luce tanto il grave ritorno di omofobia che sta caratterizzando il papato di Ratzinger con la sua volontà di sovradeterminare la sfera pubblica perché venga negato qualsiasi diritto alle persone omosessuali e transessuali, quanto il potere e l’arroganza con cui viene tolto il diritto di parola a gay, lesbiche e transessuali che da anni hanno scelto di uscire dall’invisibilità per divenire soggetti politici. Questo, soprattutto, non piace al Vaticano, che gioca perfino la carta del vittimismo affermando che chiunque si pronunci contro le unioni omosessuali ’perde il diritto di parlare e viene liquidato come un intollerante’.

Tali parole, contenute nel programma del seminario tenutosi all’Università Lateranense, si rivelano ancora più paradossali alla luce dei fatti occorsi.





LA CLASSIFICA DEI CAMPIONI DELL’OMOFOBIA
di Roberto Taddeucci

Newyork - Sono Papa Benedetto XVI, il presidente degli Stati Uniti George W.Bush e quello iraniano Mahmoud Ahmadinejad le tre personalità che nel 2006 hanno più contribuito a minare il rispetto dei diritti umani, promuovendo attivamente il pregiudizio contro le persone omosessuali, bisessuali e transgender. È il risultato del nuovo rapporto annuale che l\'organizzazione americana per i diritti civili Human Rights Watch (HRW) ha diffuso in occasione della Giornata contro l\'Omofobia del 17 maggio, la data nella quale nel 1990 l\'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definitivamente depennato l\'omosessualità dall\'elenco delle malattie e dei disturbi mentali.
Nel presentare la Hall of Shame (galleria della vergogna) di quest\'anno Scott Long, direttore del programma per i diritti della comunità GLBT di HRW, ha spiegato che questa lista di nomi «non mira a elencare coloro che hanno perpetrato le peggiori offese, ma mette in luce quei leader che hanno usato la loro autorità per negare basilari diritti umani. Bush e il Papa parlano entrambi di dignità umana ma le loro parole e azioni omofobiche danneggiano famiglie e ne compromettono il benessere». «L\'omofobia mette a rischio fondamentali diritti umani - ha aggiunto Long - e questo dovrebbe essere preoccupante per tutti. I governi sminuiscono le famiglie quando negano il riconoscimento a tutte le famiglie. Mettono in pericolo i bambini quando riducono al silenzio alcuni bambini». Sono parole dette da una persona che vive oltreoceano ma per che a noi, che viviamo in Italia, fanno immediatamente pensare all\'esclusione, veramente ingiustificabile, dell\'associazione Famiglie Arcobaleno dal recente Congresso sulla famiglia tenutosi a Firenze.

LA LISTA DELLA VERGOGNA 2006

Ecco i nomi e le motivazioni di coloro che sono entrati quest\'anno nell\'olimpo dell\'omofobia.

1. Papa Benedetto XVI: \"per minare famiglie. Il capo della Santa Sede è andato ben oltre l\'esprimere il punto di vista teologico sull\'omosessualità. Il Papa ha interferito nella politica di molti paesi condannando e facendo pressioni verso coloro che appoggiano pari diritti o forme di riconoscimento per le famiglie gay e lesbiche. Dopo la legalizzazione del matrimonio gay in Spagna nel 2005 il Pontificio Consiglio della Famiglia di Benedetto XVI ha comandato a pubblici ufficiali spagnoli di rifiutarsi di sposare coppie dello stesso sesso o di portare avanti le pratiche quando volessero candidarsi all\'adozione di un bambino\"

2. Il presidente USA George W. Bush: \"per mettere a repentaglio la salute pubblica. Il Piano d\'emergenza contro l\'Aids (PEPFAR) stabilisce che un terzo delle risorse vadano ai cosiddetti programmi di \'astinenza fino al matrimonio\'\". Programmi che per HRW mettono a rischio la salute dei giovani in quanto mandano un messaggio secondo il quale non è possibile fare sesso sicuro e non forniscono adeguate informazioni. In alcuni paesi si è ridotta drasticamente la fornitura di profilattici, in altri, come l\'Uganda, fondi sono andati anche a gruppi che promuovono attivamente l\'omofobia.

3. Il presidente dell\'Iran Mahmoud Ahmadinejad: \"per aver diretto una campagna di \'contrattacco all\'immoralità pubblica\' che ha portato all\'arresto arbitrario di persone che si comportano o si vestono in maniera diversa, tra cui migliaia di donne per non indossare i \'corretti\' abiti islamici. Ahmadinejad ha usato anche dei vigilantes religiosi per condurre raid in abitazioni private in cerca di comportamenti \'devianti\', compresa l\'omosessualità\".

4. Il ministro polacco all\'educazione e vice primo ministro Roman Giertych: \"Facente parte di un governo di centro-destra che ha fatto dell\'omofobia uno dei punti centrali della sua politica. Il suo ministero ha proposto una legge volta a sanzionare o arrestare insegnanti, educatori e difensori dei diritti umani anche solo per menzionare l\'omosessualità, negando anche informazioni vitali su come proteggersi dall\'Hiv/Aids\".

5. Bienvenido Abante, membro del parlamento delle Filippine e a capo della Commissione sui diritti umani e civili: \"Abante ha raccomandato che gli omosessuali siano \'curati\' per farli diventare eterosessuali e ha più volte bloccato una legge volta a proibire discriminazioni basate sull\'orientamento sessuale e di genere. Ha anche suggerito che le persone GLBT siano escluse dalla \'definizione\' riguardante i diritti umani.\"

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I Triangoli Rosa di Benedetto XVI
La fobia antigay di Joseph Ratzinger


Kaos - ottobre 2005
Lo trovi in: La religione nella storia
Saggistica e religione
[IMG] www.macrolibrarsi.it/cop/triangoli-rosa.gif[/IMG]


Questo libro si apre col discorso sui «pericoli razziali e biologici dell’omosessualità» pronunciato dal reichsführer delle Ss Heinrich Himmler nel febbraio del 1937. E si chiude con il suicidio di Alfredo Ormando, la persona gay che nel gennaio del 1998 si diede fuoco in piazza San Pietro per protestare contro la condanna antiomosessuale espressa e ribadita dalla Congregazione per la dottrina della fede.
Il corpo del libro documenta l’omofobia medievaleggiante di Joseph Ratzinger, manifestata pubblicamente e ufficialmente – attraverso documenti, sermoni, inquisizioni, punizioni – sia durante il ventennio da cardinale-prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, sia poi da pontefice.
Una fobia antigay, quella ratzingeriana, nutrita di argomenti del tutto analoghi alle tesi che durante il Reich nazista motivarono i “triangoli rosa” nei lager. E una demonizzazione, quella predicata da Benedetto XVI, che condanna le persone omosessuali alla castità, alla clandestinità, all’autorinnegamento e all’espiazione.

www.macrolibrarsi.it/libri/__triangoli_rosa_di_benedetto_xvi.php?cid=1...

[Edited by (Upuaut) 8/18/2007 10:19 PM]
9/4/2007 9:57 PM
 
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LA CLASSIFICA DEI CAMPIONI DELL’OMOFOBIA
di Roberto Taddeucci

Newyork - Sono Papa Benedetto XVI, il presidente degli Stati Uniti George W.Bush e quello iraniano Mahmoud Ahmadinejad le tre personalità che nel 2006 hanno più contribuito a minare il rispetto dei diritti umani, promuovendo attivamente il pregiudizio contro le persone omosessuali, bisessuali e transgender. È il risultato del nuovo rapporto annuale che l\'organizzazione americana per i diritti civili Human Rights Watch (HRW) ha diffuso in occasione della Giornata contro l\'Omofobia del 17 maggio, la data nella quale nel 1990 l\'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definitivamente depennato l\'omosessualità dall\'elenco delle malattie e dei disturbi mentali.



non si capisce mai se sei contro tutte le religioni o solo alcune , esempio i tre personaggi non mi sembra che diacno ciò che esprime il tuo scritto , Ratzinger non ha promosso proprio nulla , chiede garanzie , bush posso immaginare è un politico , e l'iraniano immagino perchè se taglia una mano a chi ruba figurati chi è omosessuale , anche perchè nei paesi arabi hai mai visto sfilate o persone omosessuali ??? [SM=x511472]
9/29/2007 7:31 PM
 
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presso, 04/09/2007 21.57:




non si capisce mai se sei contro tutte le religioni o solo alcune , esempio i tre personaggi non mi sembra che diacno ciò che esprime il tuo scritto , Ratzinger non ha promosso proprio nulla , chiede garanzie , bush posso immaginare è un politico , e l'iraniano immagino perchè se taglia una mano a chi ruba figurati chi è omosessuale , anche perchè nei paesi arabi hai mai visto sfilate o persone omosessuali ??? [SM=x511472]



Io non sono "contro le religioni", io sono CONTRO CHI DISCRIMINA GLI OMOSESSUALI.
E il vietare il riconoscimento delle unioni civili fra omosessuali, piaccia o non piaccia, è pura discriminazione.
Sotto questo aspetto, Bush, Ratzinger e Ahmadinejad si assomigliano molto.


9/30/2007 5:46 PM
 
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Benvenuto
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il papa e gli omosessuali
perche' tanta leggerezza in cose cosi' serie ?il papa non e' contro la persona omosessuale assolutamente e qui non ci piove ,ma certamente essendo custode della fede e morale cristiana ha il diritto (anche se a noi non piace) di dire e insegnare quello che ha sempre insegnato la chiesa, e la direttive della chiesa sono chiare circa il matrimonio voluto da Dio tra un uomo e una donna , non possiamo pretendee che il papa stia zitto dinnanzi ad argomenti che per noi cristiani non sono condivisibili, noi cristiani crediamo e predichiamo questo, chi non condivide e' libero di farlo ,ma deve rispettare anche coloro che non la pensano come lui inoltre perche ' accusi solo il papa vedi che tutte le fedi cristiana ,musulmana ,ebraica sono concordi in questo ,allora scagliati contro i rabbini ,contro gli ulema ,e contro tutte le massime autorita' cristiane in genere .
pace e bene Gennaro S
11/15/2007 9:07 PM
 
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Il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini vuole assicurare un’opportunità pari a quella degli spacciatori di droga di finire in galera ai cattolici che spacciano quel pericoloso oppio del popolo costituito dal magistero di Benedetto XVI. L’articolo 3 del testo di legge contro le discriminazioni sessuali e l’omofobia approvato in Commissione Giustizia della Camera prevede infatti la reclusione fino a tre anni per chi “diffonde in qualsiasi modo” “idee fondate sulla superiorità” ovvero “incita a commettere e commette atti di discriminazione” per motivi “fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

A prescindere dal carattere vago e ideologico di nozioni come “idee fondate sulla superiorità” (per esempio: del matrimonio eterosessuale sulle unioni omosessuali?) e “identità di genere”, la norma apre la strada alla persecuzione dei cattolici che vogliano fare il loro dovere, cioè diffondano “in qualsiasi modo” il magistero pontificio. Si prenda, per esempio, un testo di questo genere: “La ‘tendenza sessuale’ non costituisce una qualità paragonabile alla razza, all’origine etnica, ecc. rispetto alla non-discriminazione. Diversamente da queste, la tendenza omosessuale è un disordine oggettivo”. “Vi sono ambiti nei quali non è ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale: per esempio nella collocazione di bambini per adozione o affido, nell’assunzione di insegnanti o allenatori di atletica, e nel servizio militare”. “Le persone omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone, incluso il diritto di non essere trattate in una maniera che offende la loro dignità personale. Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, all’abitazione, ecc. Nondimeno questi diritti non sono assoluti. Essi possono essere legittimamente limitati a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato”. Non è in questione – ci mancherebbe – il diritto in uno Stato laico di dissentire da queste affermazioni. La domanda è se chi diffonde un testo di questo tipo, che certamente sostiene il fondamento giuridico – in alcuni ristretti ambiti – di una differenza di trattamento in relazione alla “tendenza omosessuale”, e la dichiara “un disordine oggettivo”, debba farsi tre anni di galera. Alla luce della semplice lettura della legge Pollastrini, la risposta è sì. Il problema è che i brani citati provengono da un testo ufficiale del magistero cattolico. Si tratta del documento Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali emanato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 23 luglio 1992 e firmato dall’allora cardinale Joseph Ratzinger.

Certo, il Papa è al di sopra e al di fuori delle leggi e anche delle sciocchezze della politica italiana. Ma la legge colpisce non solo l’autore ma anche chi “diffonda in qualunque modo” testi improntati a “idee di superiorità” della condizione eterosessuale o che rischino di “incitare alla discriminazione”. Come ricordava di recente il segretario della stessa Congregazione per la Dottrina della Fede, monsignor Angelo Amato, diffondere i documenti del magistero – e in particolare della sua Congregazione – è un preciso dovere dei fedeli laici, e non solo dei vescovi o dei sacerdoti, che comunque cadono anche loro, a differenza del Papa, sotto la giurisdizione della legge italiana. Tutti in galera?

Il documento del 1992 vedeva già la bufera in arrivo, e anticipava anche i passi successivi: “Includere la ‘tendenza omosessuale’ fra le considerazioni sulla base delle quali è illegale discriminare può facilmente portare a ritenere l’omosessualità quale fonte positiva di diritti umani, ad esempio, in riferimento alla cosiddetta ìaffirmative action’ o trattamento preferenziale nelle pratiche di assunzione. Ciò è tanto più deleterio dal momento che non vi è un diritto all’omosessualità che pertanto non dovrebbe costituire la base per rivendicazioni giudiziali. Il passaggio dal riconoscimento dell’omosessualità come fattore in base al quale è illegale discriminare può portare facilmente, se non automaticamente, alla protezione legislativa e alla promozione dell’omosessualità”. È questa la road map del centro-sinistra italiano?

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