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Evangelici riformati. Per il grande Mario 70

Last Update: 10/14/2007 11:04 AM
9/27/2007 5:07 AM
 
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Mario potre scrivere molto sulla mia denominazione evangelica. Ma credo che la cosa migliore sia quello di visitare il sito www.riforma.net. Li potrai scaricare tantissimo materiale. Ovviamente se t'interessa qualcosa del mio sito puoi fare altrettanto:

www.gaetano.riforma.net

Ciao amicone e a presto. [SM=x511448]

Gaetano [SM=x511482]
9/28/2007 10:24 AM
 
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Re:
-Gaetano-, 27/09/2007 5.07:

Mario potre scrivere molto sulla mia denominazione evangelica. Ma credo che la cosa migliore sia quello di visitare il sito www.riforma.net. Li potrai scaricare tantissimo materiale. Ovviamente se t'interessa qualcosa del mio sito puoi fare altrettanto:

www.gaetano.riforma.net

Ciao amicone e a presto. [SM=x511448]

Gaetano [SM=x511482]




Ciao Gaetano e grazie della risposta, ma non hai capito cosa ti avevo chiesto, non cosa credono i riformati (lo sapevo gia) ma quale è (nello specifico) la chiesa che tu frequenti, cosa aggiunge e in cosa si differenzia rispetto ai riformati citati nel sito in questione?
Come è nata è da chi?
Cosa non accetti di questa chiesa?
La mia curiosità nasce dall'averti conosciuto, se i cristiani si riconoscono dall'amore e dall'umiltà, tu sei sicuramente uno di questi, ecco perchè mi interessava sapere se queste tue qualità sono scaturite grazie ad una chiesa in particolare o dal tuo personale studio delle scritture.
Ciao caro.
[Edited by (Mario70) 9/28/2007 10:25 AM]

"Il messaggio è chiaro. Il nostro amore per Geova dev’essere più forte del nostro amore per i familiari che gli divengono sleali.
Oggi Geova non mette immediatamente a morte quelli che violano le sue leggi.
Amorevolmente dà loro l’opportunità di pentirsi delle loro opere ingiuste. Ma come si sentirebbe Geova se i genitori di un trasgressore impenitente continuassero a metterLo alla prova frequentando senza necessità il loro figlio disassociato?"(La torre di Guardia 15 luglio 2011 pagine 31)
9/28/2007 6:05 PM
 
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Ciao Gaetano e grazie della risposta, ma non hai capito cosa ti avevo chiesto, non cosa credono i riformati (lo sapevo gia) ma quale è (nello specifico) la chiesa che tu frequenti,

Ok, Mario e scusami per l'incomprensione, bene incominciamo, Io fequento una chiesa evangelica "dei fratelli" di Napoli. Ovviamente essendo evangelica accetta tutti i principi accettati dagl'evangelici e che puoi leggere anche nel mio sito leggendo il mio credo.


cosa aggiunge e in cosa si differenzia rispetto ai riformati citati nel sito in questione?

Non accetta i cinque punti del calvinismo cosa in cui credo io, infatti è arminiana, non so se conosci il significato di queste terminologie. Nel caso posso spiegartelo più dettagliatamente.

Come è nata è da chi?

Dio suscitò un gruppo di credenti a Plymouth in inghilterra all'inizio del dicannovesimo secolo. Il più influente di essi fu John Nelson Darby il quale per snellire rendere più spontaneo e semplificare il culto cristiano diventato troppo formale nella chiesa d'Inghilterra si riunì insieme ad altri interessati formando dei gruppi privati di credenti che si riunivano per lodare Iddio e approfondire la conoscenza della sua parola. Da li poi queste comunità cristiane sono cresciute e diffuse. La chiesa dei fratelli ecclesiologicamente preferisce la colleggialità degli anziani. Cioé non vi è un pastore, bensì due o più anziani atti a guidare con l'aiuto di Dio la comunità locale.

Cosa non accetti di questa chiesa?

Beh come forse avrai già capito io sono calvinista, mentre la comunità di cui faccio parte non accetta questa teologia. Non ne faccio un dramma per carità non essendo un elemento essenziale per la fede cristiana, ma è comunque un punto di differenza.

La mia curiosità nasce dall'averti conosciuto, se i cristiani si riconoscono dall'amore e dall'umiltà, tu sei sicuramente uno di questi, ecco perchè mi interessava sapere se queste tue qualità sono scaturite grazie ad una chiesa in particolare o dal tuo personale studio delle scritture.

Da entrambe le cose.

Ciao caro.

Ciao Mario e a presto.

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10/1/2007 9:53 PM
 
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Re:

Beh come forse avrai già capito io sono calvinista, mentre la comunità di cui faccio parte non accetta questa teologia. Non ne faccio un dramma per carità non essendo un elemento essenziale per la fede cristiana, ma è comunque un punto di differenza.



La perseveranza dei santi (o "preservazione dei santi", o "eterna sicurezza") è una controversa dottrina della teologia cristiana particolarmente associata al Calvinismo. Essa fa parte dei cinque punti del Calvinismo definiti al Sinodo di Dordrecht. Essa insegna che coloro che Dio ha efficacemente chiamato alla salvezza e quindi all'eterna comunione con Lui ("santi" secondo la Bibbia), non possono scadere dalla grazia e perdere la loro salvezza. Quand'anche, nella loro vita, subentrassero impedimenti o peccati tali da farli arretrare nel cammino della fede o persino dovessero, per qualche motivo, giungere a rinnegare la loro professione di fede, essi (se sono autentici eletti) presto o tardi se ne ravvedrebbero tornando così in comunione con Dio. Questa dottrina si basa sul presupposto che la salvezza è opera di Dio dal principio alla fine, che Dio è fedele alle Sue promesse, e che niente e nessuno potrà frustrare i Suoi sovrani propositi.

Questa dottrina, nell'attuale panorama ecclesiastico protestante, può apparire sotto due forme: (1) la tradizionale dottrina calvinista che si ritrova nelle confessioni di fede cristiane riformate, e (2) una variante non-tradizionale che si ritrova in alcune chiese battiste e di altra denominazione. In un certo qual senso entrambe le forme descrivono i coloro che autenticamente sono cristiani come "una volta salvati, per sempre salvati", ma esse attribuiscono all'aggettivo "salvati" un significato diverso, a seconda che esso includa o no l'esperienza della santificazione. È per questa differenza che i calvinisti tradizionali tendono a preferire il termine storico "perseveranza dei santi", mentre chi sostiene la dottrina non tradizionale di solito preferisce il termine meno tecnico di "eterna sicurezza", "certezza incondizionata" o simili. Queste dottrine si assomigliano e spesso sono confuse. Sebbene abbiano lo stesso fine (cioè la certezza eterna della salvezza), lo raggiungono per strade diverse.

I seguaci di John Wesley concordano con gli arminiani che anche un vero cristiano possa perdere la sua salvezza, ma non concordano sul fatto se essi possano in qualche modo ricuperarla oppure no. Altri cristiani come i cattolici-romani e gli Arminiani respingono entrambe le versioni di questa dottrina.

Ciao Gaetano volevo capire se venerate i Santi come i cattolici





«Il Mondo non sarà mai abbastanza vasto, né l’Umanità abbastanza forte per essere degni di Colui che li ha creati e vi si è incarnato»
(P. Teilhard de Chardin, La vision du passé, in “Inno dell’universo”, Queriniana, Brescia 1995, p. 76)>>



10/6/2007 5:34 PM
 
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La perseveranza dei santi (o "preservazione dei santi", o "eterna sicurezza") è una controversa dottrina della teologia cristiana particolarmente associata al Calvinismo. Essa fa parte dei cinque punti del Calvinismo definiti al Sinodo di Dordrecht.

Scusami per il ritardo con cui ti rispondo. E' vero Justee. Ma viene accettata anche da comunità evangeliche che non accettano invece altri punti del calvinismo. Mi fa piacere che tu conosca i canoni di Dordrecht

Essa insegna che coloro che Dio ha efficacemente chiamato alla salvezza e quindi all'eterna comunione con Lui ("santi" secondo la Bibbia), non possono scadere dalla grazia e perdere la loro salvezza. Quand'anche, nella loro vita, subentrassero impedimenti o peccati tali da farli arretrare nel cammino della fede o persino dovessero, per qualche motivo, giungere a rinnegare la loro professione di fede, essi (se sono autentici eletti) presto o tardi se ne ravvedrebbero tornando così in comunione con Dio. Questa dottrina si basa sul presupposto che la salvezza è opera di Dio dal principio alla fine, che Dio è fedele alle Sue promesse, e che niente e nessuno potrà frustrare i Suoi sovrani propositi.

Giusto, a parte l'affermazione "rinnegare la loro professione di fede". Daltronde se siamo salvi grazie a lui e a nessun altro...

Questa dottrina, nell'attuale panorama ecclesiastico protestante, può apparire sotto due forme: (1) la tradizionale dottrina calvinista che si ritrova nelle confessioni di fede cristiane riformate, e (2) una variante non-tradizionale che si ritrova in alcune chiese battiste e di altra denominazione. In un certo qual senso entrambe le forme descrivono i coloro che autenticamente sono cristiani come "una volta salvati, per sempre salvati", ma esse attribuiscono all'aggettivo "salvati" un significato diverso, a seconda che esso includa o no l'esperienza della santificazione. È per questa differenza che i calvinisti tradizionali tendono a preferire il termine storico "perseveranza dei santi", mentre chi sostiene la dottrina non tradizionale di solito preferisce il termine meno tecnico di "eterna sicurezza", "certezza incondizionata" o simili. Queste dottrine si assomigliano e spesso sono confuse. Sebbene abbiano lo stesso fine (cioè la certezza eterna della salvezza), lo raggiungono per strade diverse.

Non ho compreso bene la cosa Justee.

I seguaci di John Wesley concordano con gli arminiani che anche un vero cristiano possa perdere la sua salvezza, ma non concordano sul fatto se essi possano in qualche modo ricuperarla oppure no. Altri cristiani come i cattolici-romani e gli Arminiani respingono entrambe le versioni di questa dottrina.

E' vero.

Ciao Gaetano volevo capire se venerate i Santi come i cattolici

Noi caro Juste. Crediamo che i santi trapassati non sanno nulla di noi e che non anno alcuna forma di comunicazione con il mondo dei viventi. Certo, per noi sono stati un esempio di carità cristiana e sono quindi un esempio da seguire. Gli stessi cristiani che hanno scritto il nuovo testamento come Paolo sono un esempio da seguire. Noi cristiani abbiamo il dovere di ricordarci di loro e prenderli come esempi per imparare meglio a seguire Cristo. La differenza con la Chiesa di Roma e che essa crede nell'intercessione dei santi trapassati nei nostri riguardi e che essi sappiano quello che noi facciamo su questa terra.

Ciao Gaetano.
10/14/2007 11:04 AM
 
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Re:

Noi caro Juste. Crediamo che i santi trapassati non sanno nulla di noi e che non anno alcuna forma di comunicazione con il mondo dei viventi. Certo, per noi sono stati un esempio di carità cristiana e sono quindi un esempio da seguire. Gli stessi cristiani che hanno scritto il nuovo testamento come Paolo sono un esempio da seguire. Noi cristiani abbiamo il dovere di ricordarci di loro e prenderli come esempi per imparare meglio a seguire Cristo. La differenza con la Chiesa di Roma e che essa crede nell'intercessione dei santi trapassati nei nostri riguardi e che essi sappiano quello che noi facciamo su questa terra.
Ciao Gaetano.



In sintesi

960 La Chiesa è « comunione dei santi »: questa espressione designa primariamente le « cose sante » (sancta), e innanzi tutto l'Eucaristia con la quale « viene rappresentata e prodotta l'unità dei fedeli, che costituiscono un solo corpo in Cristo ». 521

961 Questo termine designa anche la comunione delle « persone sante » (sancti) nel Cristo che è « morto per tutti », in modo che quanto ognuno fa o soffre in e per Cristo porta frutto per tutti.

962 « Noi crediamo alla comunione di tutti i fedeli di Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la loro purificazione e dei beati del cielo; tutti insieme formano una sola Chiesa; noi crediamo che in questa comunione l'amore misericordioso di Dio e dei suoi santi ascolta costantemente le nostre preghiere ». 522


Noi crediamo nell'intercessione dei santi però a certe condizzioni

«Il Mondo non sarà mai abbastanza vasto, né l’Umanità abbastanza forte per essere degni di Colui che li ha creati e vi si è incarnato»
(P. Teilhard de Chardin, La vision du passé, in “Inno dell’universo”, Queriniana, Brescia 1995, p. 76)>>



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