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I Comitati giudiziari

Last Update: 7/11/2014 9:00 PM
10/2/2006 9:23 PM
 
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Ciao a tutti,

Esiste un fondamento scritturale che giustifichi l'esistenza di un comitato giudiziario?
Ad esempio, perchè un TDG che subisce un comitato non può essere difeso da un avvocato? Qual'è la norma scritturale che lo giustifica?
Perchè non esiste nessuna registrazione che verbalizzi l'andamento del dibattimento ( se vogliamo chiamarlo così)?
Insomma tutte le norme giuridiche utilizzate sono giustificate dalle scritture?

Ciao MPA

[Edited by Justee 7/11/2014 9:00 PM]
10/3/2006 9:00 AM
 
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Re:

Scritto da: MPA 02/10/2006 21.23
Ciao a tutti,

Esiste un fondamento scritturale che giustifichi l'esistenza di un comitato giudiziario?
Ad esempio, perchè un TDG che subisce un comitato non può essere difeso da un avvocato? Qual'è la norma scritturale che lo giustifica?
Perchè non esiste nessuna registrazione che verbalizzi l'andamento del dibattimento ( se vogliamo chiamarlo così)?
Insomma tutte le norme giuridiche utilizzate sono giustificate dalle scritture?

Ciao MPA




domanda molto interessante.

partendo dal presupposto che la bibbia parla di confessione e remissione dei peccati, e dall'invito della bibbia ad allontanare i peccatori impenitenti, si può credere che un comitato giudiziario non sia altro che un processo, tuttavia un processo deve garantire i diritti fondamentali sia della difessa che dell'accusa.
le scritture sono abbastanza chiare su quello che si deve fare nei confronti di chi impunemente compie il male, ma sono anche chiare sulle procedure che si devono seguire.
le scritture parlano, e sentiamo cosa hanno da dirci:

primo passo; se vedi il tuo fratello inciampare, parla con lui, se ti ha ascoltato, hai salvato la vita del tuo fratello, (secondo passo) se non ti ascolta, porta con te due o tre testimoni, (terzo passo) e se non ascolta neanche loro allora parlane alla congragazione.....

in base a questi tre passi si comprende che prima del giudizio viene l'uomo.

inoltre i due o tre testimoni, possono valutare la cosa da un diverso punto di vista, e non necessariamente dare ragione a uno o a l'altro.

ma cosa da tenere in consideraazione è il fatto che prima di portare in giudizio la condotta di qualcuno, anche scritturalmente esistono tre gradi di giudizio, il primo è quello a tu per tu con il trasgressore, il secondo è con la presenza di testimoni che possono essere scelti sia da una parte che dall'altra, ed il terzo è il portare la cosa davanti agli anziani.

ovviamente abbiamo esempi bibblici di come venivano affrontati i "processi" dai primi cristiani, ma per dare spazzio ad altri inserirò questi esempi dopo le vostre controdeduzioni
se cerchi una mano disposta ad aiutarti, la trovi alla fine del tuo braccio."
10/3/2006 12:05 PM
 
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Scusate.

Scritto da: jwfelix 03/10/2006 11.46
Esiste un fondamento scritturale che giustifichi l'esistenza di un comitato giudiziario?
Ad esempio, perchè un TDG che subisce un comitato non può essere difeso da un avvocato? Qual'è la norma scritturale che lo giustifica?
Perchè non esiste nessuna registrazione che verbalizzi l'andamento del dibattimento ( se vogliamo chiamarlo così)?
Insomma tutte le norme giuridiche utilizzate sono giustificate dalle scritture?
Ciao MPA



Ciao a Tutti
Vista la tua presentazione non so se ridere o se piangere.
Sei un TdG??? MaH!!! Perchè non lo chiedi ai tuoi anziani o scrivi a Roma?

Non sei un TdG??? Parlane allora con quelli del So.Spi. che conosci bene. Loro ne hanno di risposte!!!!!!!
Scusa, ma questa tua intrusione mi puzza un po'
Felix [SM=g27992]


Chiedo scusa se mi intrometto, però credo che la domanda di Marco non sia fuori posto. Io non conosco il mondo dei TdG e neanche mi avventuro in discettazioni che riguardano il loro culto, a meno che non mi interessino direttamente per motivi di studio, però questa sezione del Forum è dedicata all'analisi del culto dei Tdg. Ora, se io ho una domanda da fare sui Tdg, a chi devo farla? Non di certo ai cattolici o agli ortodossi, la faccio ai TdG presenti sul forum. Anch'io ho sentito parlare di comitati giudiziari e devo dire che mi hanno sempre incuriosito. Pertanto se i Tdg presenti sul forum volessero dare una spiegazione sarebbe solo gradita. Niente di più. Perchè prendere sempre tutto come una provocazione? Così si finisce anche per scoraggiare chi è solo curioso ed ha solo l'intento di saperne di più.
Shalom

[Modificato da Teo60 03/10/2006 12.08]

10/3/2006 12:58 PM
 
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carissimi amici,

Calma!
Non è mia intenzione far litigare nessuno, con buona pace delle manie persecutorie di Husband70.
Caro Felix, se faccio questa domanda è perchè non ho trovato le risposte.
Mi pare che questo forum, al quale tu partecipi, analizzi la nostra religione, non riesco quindi a capire ne il tono ne il significato della tua risposta. Mi sfugge anche il motivo che giustifichi la tua presenza. Se hai dei dubbi rivolgiti tu alla Betel.
Possibile che ti sfugga la possibilità che io sia interessato a conoscere il parere dei Foristi presenti?
Sai,lo scopo di un forum è proprio questo.
Quindi se hai una risposta alla mia domanda vorrei conoscerla. Altrimenti potrei pensare che il tono un pò irritato che usi dipenda dal fatto che neppure tu hai una risposta e ti trovi nella mia stessa condizione.



Scusa, ma questa tua intrusione mi puzza un po'



Intrusione? veramente io sono regolarmente iscritto come te, caro fratello, quindi non capisco cosa significhi "intrusione".
Effettivamente ho già notato che tu e molti altri TDG internettiani siete facili alle arrabbiature, io consiglierei invece di affrontare le conversazioni con moderazione ed equilibrio. Forse una ripassatina al ragioniamo ti farebbe bene.

Grazie Teo60, è esattamente quello che intendevo.
Ma ho paura che i TDG presenti non sappiano dare una risposta adeguata, proprio come gli anziani della mia congregazione o la Betel.

ciao MPA

10/3/2006 1:36 PM
 
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Sei un TdG??? MaH!!! Perchè non lo chiedi ai tuoi anziani o scrivi a Roma?



Allora, caro JWfelix, mi chiamo Marco Piccioni e appartengo alla religione dai Testimoni di Geova dal mio battesimo avvenuto nel febbraio 1985, battesimo avvenuto nella sala assemblee di via Imbonati a Milano.
Sono comunque praticamente nato TDG in quanto mia madre si è battezzata quando avevo 3 anni e mio padre nel 1975 ( io sono del '70)
Ho ricoperto svariati incarichi in congregazione tra cui: conduttore studio di libro, contabile, servitore di ministero, oratore pubblico. Mi padre è un anziano, scomparso da circa un anno. Mia madre è pioniera regolare, nella mia famiglia siamo tutti TDG e, vista la mia particolare situazione, non ammetto, in nessun modo, che qualcuno metta in dubbio la mia buona fede.
In armonia con lo spirito di Cristo!!
Non scrivo per perdere tempo, non voglio polemizzare, come vedi non intervengo su questioni dottrinali verso le quali nutro porfonda fede. L'agomento comitati giudiziari è di grande importanza, sia per quanto riguarda gli aspetti scritturali, che per quelli legali, e, se hai una risposta scritturale precisa sarei curioso di saperla.
Ciao MPA
10/3/2006 1:44 PM
 
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Dell'argomento si è già parlato in questi termini:



Scritto da: il.gabbiano 19/08/2006 14.48

TdGonline, pochi giorni or sono, da come si può evincere dal post introduttivo, si esprimeva in questo modo:

"Anche nel caso non venga fatto alcun annuncio e il dimesso, incontrando i singoli tdG, manifesta il suo pensiero contro le loro dottrine, pratiche e procedure organizzative crede che non applicheranno le Scritture di 1 Corinti 5:11-13 e 2 Giovanni 9-11? Annuncio o non annuncio dovrà evitare il più possibile l'incontro con i testimoni di Geova."

A seguito di questo commento avevo azzardato questo commento:

"IN CIO', A PARER MIO, INTRAVVEDO UN GRANDE CAMBIAMENTO.

Che non si stiano avvicinando al senso della scomunica così come è annunciata nelle lettere apostoliche?
Sarebbe un gran passo in avanti."

Contrariamente a queste speranze sembra che alcuni annunci di disassociazione siano stati fatti con le parole magiche "X non è più un TdG".

Sul commento di TdGonline riportato in grassetto non è stato fatto sinora alcun commento.
Avevo scritto di intravvedere un grande cambiamento, ma ho come la sensazione che ci si dovrà ricredere, esattamente come ci si deve costantemente ricredere sull'interpretazione dello statuto.

Nel commento di TdGonline vengono citate due scritture.
Che cosa dicono queste due scritture?
Cominciamo con quella di 1 Cor.5:11-13.
Nella sua lettera alla comunità di Corinto Paolo menziona d'aver avuto sentore di un caso di incesto.

"Si ode addirittura affermare che v'è tra voi fornicazione; e tale fornicazione, che non si trova neppure fra i Gentili; al punto che uno di voi si tiene la moglie di suo padre."

A chi scrive Paolo le suddette parole? Ebbene, leggiamo:

"Paolo, ... e il fratello Sostene,
alla chiesa di Dio che è in Corinto,"


Come è evidente Paolo indirizza la sua lettera all'INTERA COMUNITA' cristiana di Corinto.
Non è una lettera indirizzata ad un eventuale corpo giudicante della comunità di Corinto. Egli si rivolge a tutti i cristiani di Corinto: "Si ode addirittura affermare che v'è tra voi... uno di voi..."

Ed aggiunge rivolto alla comunità:
"E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell'azione fosse tolto di mezzo a voi!"

L'appello che Paolo fa perchè si provveda a togliere "di mezzo a voi!" continua ad essere un appello che rintrona nelle orecchhie di tutti i presenti di quella comunità.
Paolo si aspetta che ciascuno membro di quella comunità sappia come regolarsi con il trasgressore.

Non avviene che una lettera segreta venga fatta recapitare ai presbiteri di quella comunità, intimando loro di provvedere alla formazione di un "comitato giudiziario" che indaghi ed emetta un giudizio di scomunica. Non viene detto che tale "comitato giudiziario" provveda ad avvertire il trasgressore della possibilità di appello e quindi ad inviare al "corpo degli anziani di Gerusalemme" la proposta di scomunica. Non si fa menzione di nessuna riunione dell'assemblea degli anziani di Gerusalemme che deliberi sulla proposta del "comitato giudiziario" e provveda ad inviare copia della decisione presa al "comitato giudiziario" di Corinto, dopodichè l'intera comunità, avvisata attraverso un annuncio, decida di prendere le distanze dal trasgressore.
NIENTE, NIENTE, NIENTE DI TUTTO QUESTO.

Viene invece riferito che "Paolo si aspetta che ciascuno membro di quella comunità sappia come regolarsi con il trasgressore."
E se non sapessero bene come regolarsi allora in primis dà l'esempio e dice:
"Quanto a me, assente di persona ma presente in ispirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha perpetrato un tale atto."

Lui anche se assente non ha dubbi: si unisce al resto della comunità nel giudizio di condanna dell'azione riprovevole del trasgressore.
Qualcuno vorrebbe far passare l'azione intrapresa da Paolo come un'azione dall'alto della gerarchia. Così non è. Egli si ritiene semplicemente uno dei tanti fra loro che deve esprimere un giudizio. Tant'è che più avanti dice:

"Nel nome del Signor Gesù, essendo insieme adunati voi e lo spirito mio, con la potestà del Signor nostro Gesù, ho deciso che..." (il grassetto è mio)

Con quella lettera, Paolo, assente nel corpo, ma presente nello spirito, unitamente all'intera comunità, decide, per quel che lo compete (non prende decisioni per altri ma per sé), decide di "togliere di mezzo" alla comunità, scomunicare, quel trasgressore (con ciò dando l'esempio).
Tutto ciò avviene mentre la lettera di Paolo è letta. Ognuno mentre ascolta la lettura di quella lettera decide. Non aspettano che si riunisca qualche comitato giudiziario o che venga fatto un qualche annuncio. Al termine di quella riunione ognuno, come Paolo, avendo giudicato, decideva di aderire alle misure proposte.
Il giudizio collettivo era la sommatoria di molti giudizi singoli, e non al contrario.
Era responsabilità di ogni singolo giudicare, decidere e prendere provvedimenti.
Se qualcuno non era in grado di giudicare è ovvio che non potesse decidere, ma non per questo è scritto che venissero intraprese azioni disciplinari per obbligare alla condivisione del verdetto. Nel caso di quel trasgressore sembra che la decisione fosse unanime, ma non sta scritto da nessun posto che dovessere essere sempre unanime.
Per ribadire questo concetto dei giudizi individuali Paolo conclude:


" Non giudicate voi quelli di dentro?
Que di fuori li giudica Iddio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi."

(il grassetto è mio)

Vi pare che Paolo stia in riunione con qualche particolare "corpo di anziani"? A me non pare, ma non è strano ora sentire opinioni che invece abilitino tali "comitati giudiziari". Non sarebbe strano, visto l'uso che si fa dello statuto.
Eppure è chiaro che Paolo faccia riferimento alla responsabilità, al gudizio ed alla decisione di ogni singolo credente.

Lo stesso ragionamento è da applicare anche a 2Giovanni. Non cambia nulla...la prassi è sempre quella. E' quella del rispetto delle decisioni personali e non dell'imposizione di decisioni prese e rese obbligatorie per tutti.

Per questo mi ero aperto alla speranza leggendo il commento di TdGonline allorchè dice:

"Anche nel caso non venga fatto alcun annuncio (che sarebbe la cosa corretta da fare) e il dimesso, incontrando i singoli tdG (applicazione corretta), manifesta (se il dimesso dovesse recare con se un insegnamento diverso) il suo pensiero contro le loro dottrine, pratiche e procedure organizzative crede che non applicheranno le Scritture di 1 Corinti 5:11-13 e 2 Giovanni 9-11?
Annuncio o non annuncio dovrà evitare il più possibile l'incontro con i testimoni di Geova."
(il contenuto fra parentesi e grassetto sono miei)

Queste parole calcano abbastanza bene quelle di Paolo e Giovanni, per questo avevo parlato di novità. Ma pare che gli annunci siano stati fatti e che la procedura non si scosta da quella di sempre, contrariamente a quanto sopra suggerito e fatto sperare da TdGonline.


Vedere anche questo thread:

freeforumzone.leonardo.it/viewmessaggi.aspx?f=43257&idd=2659

Se inoltre si dà uno sguardo nella prima pagina di questo forum troverete diversi altri threads a parlare dello stesso argomento.

Tanti saluti

Il Gabbiano



10/3/2006 6:36 PM
 
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Quoto in toto quanto scritto da ilgabbiano.

Avevo già notato e letto il tuo interessante intervento, ero rismasto stupito che nessun Testimone commentasse. Però, vista la reazione nei miei confronti non mi stupisco più...
Mi chiedo di quale utilità sia la presenza di noi TDG se evitiamo accuratamente gli argomenti scomodi, limitandoci solo a parlare di argomenti come la TNM o qualche dottrina difficilmente confutabile in quanto esercizio di fede ( quindi irrazionale per definizione).
Ma naturalmente non bisogna parlare di disassociazione, dimissioni, dissociazione ecc. sono argomenti Tabù.
Invece dovremmo ricordarci che andiamo dicendo al mondo che la nostra organizzazione ha la Verità per cui dovremmo poter parlare liberamente di ogni aspetto della nostra confessione religiosa.
Quindi ripeto: c'è nessu fratello o sorella che vuole rispondere?
ciao MPA

P.S.
Grazie a Stefanobarbapapa e ricorda, è Dio che giudica , non gli uomini....
10/3/2006 7:35 PM
 
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In una cosa Hus credo che non abbia tutti i torti, se tu sei TdG dovresti conoscere il fondamento scritturale, o meglio, l'insieme dei fondamenti scritturali, dai quali discende la formazione dei comitati giudiziari.

Diversi articoli sulle nostre pubblicazioni, come anche discorsi, ed altre informazioni disponibili e rammemorate a noi TdG ci rendono edotti in merito a tali fondamenti.

Comunque ho detto "dovresti". Perciò non escludo che in questo momento tu possa leggittimamente farti una domanda in merito alle procedure scritturali di noi Testimoni di Geova. E mi faccio premura risponderti.

Comunque, visto che la domanda la fai da TdG ai TdG, e chi domanda non ha mai torto, mi sembra in tal caso opportuno ricordarti uno dei tanti articoli su cui ci siamo soffermati.

In particolare il seguente articolo della Torre di Guardia del 1 Luglio 1992 pag. 14-19 dal titolo "Anziani giudicate con giustizia" è stato oggetto di studio nella adunanza dello studio Torre di Guardia.

Ti invito ad una attenta lettura:

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Anziani, giudicate con giustizia

“Quando avete un’udienza tra i vostri fratelli, dovete giudicare con giustizia”. — DEUTERONOMIO 1:16.

IN QUALITÀ di Giudice supremo, Geova ha delegato a suo Figlio l’autorità di giudicare. (Giovanni 5:27) A sua volta Cristo, quale Capo della congregazione cristiana, impiega la classe dello schiavo fedele e discreto e il suo Corpo Direttivo per nominare anziani, che a volte devono agire da giudici. (Matteo 24:45-47; 1 Corinti 5:12, 13; Tito 1:5, 9)

Come giudici delegati, questi hanno l’obbligo di seguire scrupolosamente l’esempio dei Giudici celesti, Geova e Cristo Gesù.

Cristo, Giudice esemplare

2 Di Cristo nel ruolo di Giudice era stato profeticamente scritto: “Su di lui deve posarsi lo spirito di Geova, lo spirito di sapienza e di intendimento, lo spirito di consiglio e di potenza, lo spirito di conoscenza e del timore di Geova; e da parte sua ci sarà gioia nel timore di Geova. Ed egli non giudicherà da ciò che solo appare ai suoi occhi, né riprenderà semplicemente secondo la cosa udita dai suoi orecchi. E deve giudicare con giustizia i miseri, e deve dare riprensione con rettitudine a favore dei mansueti della terra”. — Isaia 11:2-4.

3 Notate in questa profezia le qualità che consentono a Cristo di “giudicare la terra abitata con giustizia”. (Atti 17:31) Egli giudica in armonia con lo spirito di Geova, con sapienza, intendimento, consiglio e conoscenza divini. Notate pure che egli giudica nel timore di Geova. Per questo il “tribunale del Cristo”, in senso rappresentativo, è il “tribunale di Dio”. (2 Corinti 5:10; Romani 14:10)

Cristo si accerta di giudicare le cose nel modo in cui le giudica Dio. (Giovanni 8:16) Non giudica in base alle apparenze o a ciò che ha sentito dire. Giudica con rettitudine a favore dei mansueti e dei miseri. Che magnifico Giudice! E che splendido esempio per gli uomini imperfetti che oggi sono chiamati a giudicare!

Giudici terreni

4 Le Scritture indicano che i cristiani unti, un gruppo relativamente piccolo i cui primi componenti furono i dodici apostoli, saranno associati a Cristo Gesù come giudici durante il Millennio. (Luca 22:28-30; 1 Corinti 6:2; Rivelazione 20:4)

Un rimanente degli unti membri dell’Israele spirituale sulla terra fu esso stesso giudicato e ristabilito nel 1918-19. (Malachia 3:2-4) Circa questo ristabilimento dell’Israele spirituale era stato profetizzato: “Ricondurrò per te giudici come da principio, e per te consiglieri come all’inizio”. (Isaia 1:26) Così, proprio come aveva fatto “all’inizio” dell’Israele carnale, Geova ha dato al rimanente ristabilito giusti giudici e consiglieri.

5 Dapprima gli ‘uomini saggi posti come giudici’ erano tutti anziani unti. (1 Corinti 6:4, 5) Nel libro di Rivelazione i sorveglianti unti fedeli e rispettati sono raffigurati nella mano destra di Gesù, cioè sotto la sua autorità e la sua guida. (Rivelazione 1:16, 20; 2:1)

Dal 1935 gli unti hanno ricevuto il leale sostegno di una sempre più numerosa “grande folla”, che nutre la speranza di sopravvivere alla “grande tribolazione” e di vivere per sempre su una terra paradisiaca. (Rivelazione 7:9, 10, 14-17) Mentre si avvicina “il matrimonio dell’Agnello”, un crescente numero di componenti della grande folla vengono nominati dall’unto Corpo Direttivo perché prestino servizio come anziani e giudici nelle oltre 66.000 congregazioni dei testimoni di Geova sparse in tutta la terra. (Rivelazione 19:7-9)

Mediante scuole speciali vengono addestrati per assolvere responsabilità nella società della “nuova terra”. (2 Pietro 3:13) La Scuola di Ministero del Regno, tenuta alla fine del 1991 in molti paesi, ha sottolineato l’importanza di trattare dovutamente le questioni giudiziarie. Gli anziani che servono da giudici sono tenuti a imitare Geova e Cristo Gesù, i cui giudizi sono veraci e giusti. — Giovanni 5:30; 8:16; Rivelazione 19:1, 2.

Giudici che ‘si comportano con timore’

6 Se Cristo stesso giudica nel timore di Geova e con l’aiuto del Suo spirito, quanto più dovrebbero farlo gli anziani imperfetti! Quando vengono incaricati di prestare servizio in un comitato giudiziario, devono ‘comportarsi con timore’, invocando “il Padre che giudica imparzialmente” affinché li aiuti a giudicare con giustizia. (1 Pietro 1:17)

Devono ricordare che hanno a che fare con delle vite o “anime” umane, di cui dovranno ‘rendere conto’. (Ebrei 13:17) Stando così le cose, dovranno sicuramente rendere conto a Geova anche di qualunque errore giudiziario commettano e che si sarebbe potuto evitare.

Nel suo commento a Ebrei 13:17, J. H. A. Ebrard scrive: “Il pastore ha il dovere di vigilare sulle anime affidate alla sua cura e . . . deve rendere conto di esse tutte, anche di quelle che si sono perse per colpa sua. Questa è una parola solenne. Ogni ministro della parola tenga presente che ha accettato volontariamente questo incarico di enorme responsabilità”. — Confronta Giovanni 17:12; Giacomo 3:1.

7 Gli anziani che servono come giudici dovrebbero ricordare che in ciascun caso i veri Giudici sono Geova e Cristo Gesù. Ricordate cosa fu detto ai giudici di Israele: “Non per l’uomo giudicate ma per Geova; ed egli è con voi nella questione del giudizio. E ora il terrore di Geova venga su di voi. . . . Dovete fare in questo modo per non incorrere nella colpa”. (2 Cronache 19:6-10)

Con timore reverenziale, gli anziani che esaminano un caso devono fare tutto il possibile per essere certi che Geova sia veramente ‘con loro nella questione del giudizio’. La loro decisione dovrebbe accuratamente rispecchiare il modo in cui Geova e Cristo considerano la questione.

Ciò che essi simbolicamente ‘legano’ (giudicano colpevole) o ‘sciolgono’ (giudicano innocente) sulla terra dovrebbe essere ciò che è già stato legato o sciolto in cielo, come viene rivelato da ciò che è scritto nell’ispirata Parola di Dio. Se si rivolgono a Geova in preghiera nel nome di Gesù, Gesù sarà “in mezzo a loro” per aiutarli. (Matteo 18:18-20; La Torre di Guardia, 15 febbraio 1988, pagina 9) L’atmosfera di un’udienza giudiziaria dovrebbe indicare che Cristo è veramente in mezzo a loro.

Pastori a tempo pieno

8 Gli anziani non giudicano a tempo pieno. Sono pastori a tempo pieno. Il loro scopo è quello di sanare, non di punire. (Giacomo 5:13-16)

L’idea basilare contenuta nella parola greca per sorvegliante (epìskopos) è quella di cura protettiva. Il Grande Lessico del Nuovo Testamento di G. Kittel dice che, abbinato a “pastore” in 1 Pietro 2:25, il termine epìskopos sembra avere valore rafforzativo e indicare “colui che custodisce le pecore”. Sì, la loro responsabilità principale è quella di vigilare sulle pecore e custodirle, di tenerle nel gregge.

9 Parlando agli anziani della congregazione di Efeso, l’apostolo Paolo mise in risalto il punto fondamentale: “Prestate attenzione a voi stessi e a tutto il gregge, fra il quale lo spirito santo vi ha costituiti sorveglianti, per pascere la congregazione di Dio, che egli acquistò col sangue del suo proprio Figlio”. (Atti 20:2[SM=g27989]

Paolo dà risalto al pascere, non al punire. Certi anziani farebbero bene a riflettere sulla seguente domanda: ‘Potremmo risparmiare la considerevole quantità di tempo che occorre per accertare i fatti e trattare le questioni giudiziarie se dedicassimo più tempo e sforzi all’opera pastorale?’

10 È vero che Paolo mise in guardia contro “oppressivi lupi”. Ma non li biasimò forse perché ‘non avrebbero trattato il gregge con tenerezza’? (Atti 20:29) E benché egli sottintenda che i sorveglianti fedeli devono espellere questi “lupi”, non indicano le sue parole che gli anziani dovrebbero trattare gli altri membri del gregge “con tenerezza”? Quando una pecora diviene spiritualmente debole e smette di servire Dio, di che cosa ha bisogno? Di essere percossa o di essere sanata? Di essere punita o di essere pasciuta? (Giacomo 5:14, 15)

Perciò gli anziani dovrebbero riservare regolarmente del tempo all’opera pastorale. Il risultato positivo sarà che si dovrà forse dedicare meno tempo a trattare casi giudiziari relativi a cristiani sopraffatti dal peccato, casi che portano via tanto tempo. La principale preoccupazione degli anziani dovrebbe essere quella di provvedere una fonte di sollievo e di ristoro, promuovendo così la pace, la tranquillità e la sicurezza fra il popolo di Geova. — Isaia 32:1, 2.

Benevoli pastori e giudici

11 Svolgendo una più intensa opera pastorale prima che un cristiano compia un passo falso si potrebbe ridurre di molto il numero di casi giudiziari fra il popolo di Geova. (Confronta Galati 6:1). Nondimeno, a causa del peccato e dell’imperfezione umana, ogni tanto i sorveglianti cristiani possono dover trattare casi di trasgressione. Quali princìpi dovrebbero guidarli? Non sono cambiati dai tempi di Mosè o dei primi cristiani.

Le parole che Mosè rivolse ai giudici di Israele sono ancora valide: “Quando avete un’udienza tra i vostri fratelli, dovete giudicare con giustizia . . . Non dovete essere parziali nel giudizio”. (Deuteronomio 1:16, 17) L’imparzialità è una caratteristica della “sapienza dall’alto”, sapienza indispensabile agli anziani che prestano servizio in un comitato giudiziario. (Giacomo 3:17; Proverbi 24:23) Questa sapienza li aiuterà a discernere la differenza fra debolezza e malvagità.

12 Gli anziani devono “giudicare con giustizia”, in armonia con le norme di Geova riguardanti il bene e il male. (Salmo 19:9) Tuttavia, pur sforzandosi di essere uomini giusti, dovrebbero anche cercare di essere uomini buoni, secondo la distinzione che fa Paolo in Romani 5:7, 8.

Commentando questi versetti alla voce “Giustizia”, il volume 1 di Perspicacia nello studio delle Scritture dice: “L’uso del termine greco indica che la persona che si distingue per la sua bontà è pronta a fare del bene ad altri ed esprime la sua bontà in maniera concreta. Non si preoccupa semplicemente di fare ciò che è giusto, ma fa di più, spinta dal sano interessamento per gli altri e dal desiderio di aiutarli e di fare loro del bene”. (Pagina 117[SM=g27989]

Gli anziani che non sono soltanto giusti ma anche buoni tratteranno i trasgressori con benevola considerazione. (Romani 2:4) Dovrebbero voler mostrare misericordia e compassione. Dovrebbero fare il possibile per aiutare il trasgressore a capire la necessità di pentirsi, anche se dapprima può sembrare che egli non reagisca positivamente ai loro sforzi.

Atteggiamento corretto alle udienze

13 Quando una situazione richiede un’udienza giudiziaria, i sorveglianti non dovrebbero dimenticare che sono sempre dei pastori, che hanno a che fare con pecore di Geova, sotto il “pastore eccellente”. (Giovanni 10:11) Il consiglio che Paolo diede circa il normale aiuto da dare alle pecore in difficoltà è altrettanto valido alle udienze giudiziarie: “Fratelli, anche se un uomo fa qualche passo falso prima che se ne renda conto, voi che siete spiritualmente qualificati cercate di ristabilire tale uomo con uno spirito di mitezza, badando a te stesso affinché anche tu non sia tentato. Continuate a portare i pesi gli uni degli altri, e così adempite la legge del Cristo”. — Galati 6:1, 2.

14 Invece di assumere un atteggiamento di superiorità come giudici riunitisi per infliggere una punizione, gli anziani che compongono un comitato giudiziario dovrebbero considerare l’udienza un’altra fase della loro opera pastorale. Una pecora di Geova è in difficoltà. Cosa possono fare per salvarla? È troppo tardi per aiutare questa pecora che si è allontanata dal gregge? Si spera di no.

Gli anziani dovrebbero mantenere una veduta positiva circa il mostrare misericordia quando questo è appropriato. Non che debbano abbassare le norme di Geova se è stato commesso un serio peccato. Ma tenendo conto di qualunque eventuale attenuante saranno aiutati a mostrare misericordia quando è possibile. (Salmo 103:8-10; 130:3)

Purtroppo alcuni trasgressori hanno un atteggiamento così ostinato che gli anziani sono costretti a essere fermi, pur non essendo mai aspri. — 1 Corinti 5:13.

Lo scopo delle udienze giudiziarie

15 Quando sorge un serio problema fra due individui, gli anziani saggi vorranno prima determinare se gli interessati hanno tentato di risolvere la questione privatamente, nello spirito di Matteo 5:23, 24 o di Matteo 18:15. Se questo tentativo è fallito, forse basteranno i consigli di uno o due anziani. Un’azione giudiziaria è necessaria solo se è stato commesso un peccato grave che può portare alla disassociazione. (Matteo 18:17; 1 Corinti 5:11)

Per formare un comitato giudiziario deve esserci una valida base scritturale. (Vedi La Torre di Guardia del 15 settembre 1989, pagina 1[SM=g27989]. Quando viene formato, si dovrebbero scegliere gli anziani più qualificati per trattare quel particolare caso.

16 Cosa cercano di ottenere gli anziani con le udienze giudiziarie? Primo, è impossibile giudicare con giustizia se non si conosce la verità. Come in Israele, le questioni serie devono essere ‘investigate con cura’. (Deuteronomio 13:14; 17:4) Perciò uno degli scopi dell’udienza è quello di appurare i fatti. Ma questo si può e si deve fare con amore. (1 Corinti 13:4, 6, 7)

Una volta conosciuti i fatti, gli anziani faranno ciò che è necessario per proteggere la congregazione e far sì che in essa vengano rispettate le elevate norme di Geova e il Suo spirito continui a fluire liberamente. (1 Corinti 5:7, [SM=g27989] Comunque, un altro degli scopi dell’udienza è quello di salvare, se solo è possibile, il peccatore in pericolo. — Confronta Luca 15:8-10.

17 L’accusato non deve mai essere trattato in maniera diversa da come va trattata una pecora di Dio. Dev’essere trattato con tenerezza. Se è stato commesso un peccato (o più di uno), lo scopo dei giusti giudici sarà quello di aiutare il peccatore a correggersi, a capire l’errore della sua via, a pentirsi, strappandolo così dal “laccio del Diavolo”. Questo richiederà che si usi l’“arte di insegnare”, che si ‘istruisca con mitezza’. (2 Timoteo 2:24-26; 4:2)

Che dire se il peccatore riconosce quindi che ha peccato, è davvero compunto nel cuore e chiede perdono a Geova? (Confronta Atti 2:37). Se il comitato è convinto che egli desidera sinceramente aiuto, in genere non ci sarebbe nessuna necessità di disassociarlo. — Vedi La Torre di Guardia del 15 giugno 1983, pagina 31, paragrafo 2.

18 Se invece i membri di un comitato giudiziario si trovano di fronte a un evidente caso di irriducibile apostasia, deliberata ribellione alle leggi di Geova o assoluta malvagità, il loro dovere è quello di proteggere gli altri componenti della congregazione disassociando il trasgressore impenitente.

Il comitato giudiziario non è tenuto a incontrarsi ripetute volte col trasgressore o a mettergli le parole in bocca, cercando di costringerlo a pentirsi, se è ovvio che non mostra tristezza secondo Dio. Negli ultimi anni i casi di disassociazione in tutto il mondo sono stati approssimativamente l’1 per cento del numero dei proclamatori.

Ciò significa che ogni cento pecore circa che rimangono nell’ovile, una si smarrisce, almeno temporaneamente. Se si considerano il tempo e gli sforzi necessari per portare una persona nell’ovile, non è straziante sapere che ogni anno decine di migliaia sono ‘riconsegnate a Satana’? — 1 Corinti 5:5.

19 Gli anziani che si accingono a esaminare un caso giudiziario dovrebbero ricordare che la maggioranza dei casi di peccato nella congregazione sono dovuti a debolezza, non a malvagità. Non dovrebbero mai dimenticare l’illustrazione di Gesù circa la pecora smarrita, che egli concluse con le parole: “Vi dico che così ci sarà più gioia in cielo per un peccatore che si pente che per novantanove giusti che non hanno bisogno di pentirsi”. (Luca 15:7) In realtà “Geova . . . non desidera che alcuno sia distrutto ma desidera che tutti pervengano al pentimento”. (2 Pietro 3:9)

Con l’aiuto di Geova, possano i comitati giudiziari in tutto il mondo fare tutto il possibile per dare motivo di gioia in cielo aiutando i trasgressori a capire la necessità di pentirsi e di tornare a camminare sulla strada stretta che porta alla vita eterna. — Matteo 7:13, 14.

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In quanto alla verbalizzazione dell'udienza non c'è alcuna indicazione scritturale in proposito.

In quanto alla presenza di un avvocato, se intendi un legale di questo mondo, si applica la scrittura di 1a Corinti 6:1-4.
In questa leggiamo:

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1 Osa qualcuno di voi che ha una causa contro un altro andare in tribunale davanti a uomini ingiusti, e non davanti ai santi?

2 O non sapete che i santi giudicheranno il mondo? E se il mondo dev’essere giudicato da voi, non siete voi in grado di giudicare cose di minima importanza?

3 Non sapete che noi giudicheremo gli angeli? Perché, dunque, non cose di questa vita?

4 Se dunque avete da giudicare cose di questa vita, ponete come giudici gli uomini che sono disprezzati nella congregazione?

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Non dimentichiamo poi che gli avvocati, se hai ben letto le indicazioni dello Schiavo fedele e Discreto, sono gli anziani stessi scelti per costituire il comitato giudiziario.

Sono costituiti, come avrai letto, per aiutare, per pascere amorevolmente la pecora smarrita, non sono dei pubblici ministeri e dei giudici inflessibili, ma hanno a cuore gli interessi stessi, come amorevoli avvocati, di chi ha commesso trasgressione nei riguardi della legge del Cristo.( 1a Corinti 9:21 )

Sii sereno e abbi pace caro fratello MPA.

Un ultima cosa vorrei dirla al moderatore. Sò che è irrituale postare materiale confessionale, ma in questo caso non si è trattato di proselitismo, ma di rammentare ad un nostro fratello TdG, in relazione ad una sua domanda ad altri TdG,
i fondamenti scritturali dei comitati giudiziari e ritengo che nulla, se non un articolo da una pubblicazione stessa della WTS, avrebbe potuto qualificatamente rispondere a tale domanda e a tale esigenza spirituale di un nostro caro fratello in fede.

Invio cordiali saluti a tutti i foristi.

Francesco.


[Modificato da fr44 03/10/2006 19.49]

E di sicuro combatteranno contro di te, ma non prevarranno contro di te, poiché ‘io sono con te’, è l’espressione di Geova, ‘per liberarti’”
(Geremia 1:19)
10/3/2006 8:06 PM
 
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caro Francesco, grazie per la risposta.

Conoscevo la rivista, ma rileggendo la domanda che ho posto all inizio mi rendo conto del perchè sono stato frainteso.
capisco perfettamente il diritto che ha la congregazione di giudicare atti contrari alle regole morali stabilite da Dio.
Mi chiedevo qual'è però la base scritturale che ne stabilisce lo svolgimento secondo le regole dell'organizzazione.
es: Quale base scritturale perchè sia trattato in privato.
Quale base scritturale stabilisce chi viene scelto per condurlo.
Quale base scritturale stabilisce il numero dei giudici?
quale base scritturale stabilisce che ci dev'essere solo un appello e non due, o un ricorso al tar [SM=g27985]?
Per quale motivo la richiesta di appello dev'essere inoltrata in un determinato periodo di tempo?
Quale scrittura indica con chiarezza che nei casi citati da Paolo si stabilì un comitato giudiziario come quello che usiamo noi?
Ad esempio , nell'articolo da te citato si parla di "udienze". Mi piacerebbe vedere il riferimanto scritturale alle udienze giudiziarie dei cristiani nel primo secolo. tant'è che scrivendo "udienze giudiziarie" con il CD non ho trovato un solo riferimento biblico.
Quindi mi chiedo: questo aspetto legale della vita di un Cristiano Testimone di Geova ha una giustificazione ho è semplicemente un metodo arbitrariamente scelto senza giustificazione alcuna?

serenità e pace anche a te carissimo
MPA

10/3/2006 8:19 PM
 
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Una considerazione che vorrei aggiungere.

Chi è Testimone di Geova dovrebbe essere a conoscenza dei cosiddetti "comitati giudiziari speciali".
Questi vengono istituiti per risolvere casi particolarmente scabrosi o che coinvolgono nominati. Anche in questo caso non riesco a trovare nessun riferimento che dimostri come Apostoli e primi Cristiani utilizzassero tali comitati.
quando intendo riferimenti scritturali non intendo articoli Torre di Guardia ma versetti biblici che mostrino questo tipo di disposizioni.
Prevengo eventuali obiezioni, gli anziani della mia congregazione non mi hanno mostrato nulla di simile.
ciao MPA
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