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Essendo una società nomade, gli uomini delle steppe hanno semplici credenze religiose.
Essi adorano il dio del Cielo. Egli è il più potente e rispettato. È anche il dio del paradiso. Egli veglia sui nomadi, manda le piogge, manda le benedizioni alla gente e la protegge dagli spiriti maligni. Quando è adirato, manda potenti tempeste ad abbattere i suoi nemici. Adorano anche la dea della Terra. Lei è la sorgente di molte benedizioni che giungono alla gente. Lei permette che le mandrie crescano e fornisce buoni pascoli. Lei protegge la gente dalle malattie.
Oltre a queste due divinità, le tribù credono in un certo numero di divinità minori e spiriti. Luoghi importanti (picchi montani ed oasi) hanno spiriti che devono essere venerati. Il Culto del Cavallo e il Culto della Tigre sono particolarmente importanti.
Ogni tipo di animale infatti è comandato da un potente ed estremamente intelligente membro della sua specie. Questi magici comandanti sono conosciuti come Generali, ed essi rappresentano per i propri seguaci una via di mezzo fra un imperatore ed una divinità. Ogni generale appare come un esemplare estremamente grande e bello della propria specie.
I nomadi non hanno divinità malvagie. Sfortuna e malattie sono causate da spiriti malvagi o sono causate da divinità scontente. Molti dei costumi e tabù dei membri delle tribù sono intesi a proteggersi dagli spiriti malvagi. I nomadi sono molto tolleranti verso le religioni straniere.

Quindi possiamo affermare senza ombra di dubbio, che solo le civiltà occidentali e del mediterraneo, credono in dio ed in Satana.
Se qualcuno vuole vedere questi scritti, non ha che recarsi nei rari musei della steppa Mongola.

Mefisto