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SCOMUNICA E POTERE RELIGIOSO - ORIGINE, PRATICA E DIRITTI UMANI

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    00 8/8/2006 12:21 AM


    Le religioni che si definiscono cristiane dicono di dovere al fondatore del cristianesimo l'origine della tanto osteggiata pratica della scomunica.

    Il Defensor minor composto attorno al 1342 da Marsilio da Padova, afferma che (quello che segue è un commento):

    "La Scomunica per la sua particolare natura non è un provvedimento semplicemente ecclesiastico ma un provvedimento che ha anche conseguenze civili. La scomunica in fin dei conti rimane spiritualmente inefficace essendo imperscrutabile la coscienza umana, tuttavia crea attorno allo scomunicato un'aureola sinistra.
    Non si può giustificare la scomunica quando allontana irreversibilmente il peccatore dai sacramenti ponendolo in pratica alla mercé del demonio hoc non esset opus pastorum in aedificationem animarum sed potius in destructionem. Marsilio è contro la scomunica e contro l'uso che se ne fa: nata come misura disciplinare spirituale è invece usata per fini politici, in mano a papi poco corretti è diventata un'arma politica."

    "Nell'ambito del diritto canonico cattolico, la scomunica è la più grave delle censure ecclesiastiche che possa essere comminata ad un battezzato: lo escude dalla comunione dei fedeli e lo priva di tutti i diritti e i benefici derivanti dall'appartenenza alla Chiesa, in particolare quello di amministrare e ricevere i sacramenti.

    Questa censura può essere inflitta solo ad una persona fisica, laica od ecclesiastica, non ad enti e confraternite, e cessa con l'assoluzione che può e deve essere data non appena lo scomunicato si pente sinceramente della colpa commessa."

    (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.- Il grassetto è mio)


    Dalla citazione del forista Seabuiscuit riporto cos'è la scomunica secondo i TdG:


    "Perspicacia (edito dai TdG)

    ESPULSIONE

    Azione giudiziaria di scomunica o disassociazione dei trasgressori da una comunità o organizzazione. Questa facoltà rientra nei diritti di ogni associazione religiosa, ed è paragonabile al potere degli stati politici e di certe autorità locali di comminare la pena capitale, di mettere al bando e di espellere. Nella congregazione di Dio il provvedimento dell’espulsione viene preso per salvaguardare la purezza dottrinale e morale dell’organizzazione. L’esercizio di questo potere è necessario per garantire l’esistenza stessa dell’organizzazione, e ciò vale in particolare per la congregazione cristiana, che deve rimanere pura e conservare il favore di Dio per poter essere da lui impiegata e rappresentarlo. Altrimenti Dio espellerebbe o stroncherebbe l’intera congregazione. — Ri 2:5; 1Co 5:5, 6."

    (Il grassetto è mio)

    Come è evidente c'è una notevole somiglianza fra la scomunica dei cattolici e quella dei TdG, ed ovviamente quella di ogni altro gruppo che si defnisce cristiano.

    Le varie chiese dissentono su tutto, ma sono assolutamente d'accordo sull'importanza della scomunica.

    Come è chiaro, la scomunica è il corrispondente esatto della facoltà degli stati sovrani di "comminare la pena capitale, di mettere al bando e di espellere", parole che trovano d'accordo Marsilio da Padova il quale "è contro la scomunica e contro l'uso che se ne fa: nata come misura disciplinare spirituale è invece usata per fini politici, in mano a papi poco corretti è diventata un'arma politica"

    In sostanza la scomunica è l'espressione più evidente e significativa del potere religioso, potere che non ama interferenze da nessun altro potere, in quanto intende ad ogni costo esercitarlo fino in fondo a carico di indifesi credenti, ingorando che i credenti, prima d'essere tali, sono cittadini.
    L'Italia, come è stato riferito, accorda alla CC questa facoltà, mentre l'accorda un pò meno ad altre chiese che con esso sottoscrivano un 'intesa.

    VISTO CHE LA SCOMUNICA E' COSI' CARA ALLE RELIGIONI CRISTIANE, COSI' DIFESA, COSI' IMPORTANTE PER LA LORO STESSA SOPRAVVIVENZA, VIENE DA CHIEDERSI COME ESSA SI SIA ORIGINATA, SVILUPPATA ED A CHI VENNE LA BRILLANTE IDEA DI INTRODURLA A FONDAMENTALE INSEGNAMENTO CRISTIANO,
    OLTRE A CHIEDERSI PERCHE' ANCOR OGGI ESSA E' L'ESPRESSIONE PIU' CARA AL CRISTIANESIMO E, DI CONSEGUENZA,
    QUALE SOSTEGNO NEOTESTAMENTARIO ABBIA.

    Credo che ognuno qui sia stanco di sentirsi dire che essa abbia origine divina e che perciò "Dio la vuole".
    Ci piacerebbe anche sapere in che modo sia anche voluto il potere religioso e la sua perpetuazione.

    Ad ognuno la sua.

    Sarebbero gradite opinioni di studiosi del settore, come esegeti, filologi ed in genere di chiunque abbia del buon materiale che ne parli con serietà e competenza.

    Tanti saluti a tutti

    IL Gabbiano
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    husband70
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    00 8/8/2006 12:38 AM
    Ottimo quesito e anche ben posto. Attendiamo risposte dai teologi del forum.

    Mi chiedo solo perchè sia stato messo nella sezione dei TdG e non, andando effettivamente a 360° e coerentemente con il suo contenuto, nella sezione dei diritti umani fondamentali disattesi, in proporzione diretta, dalla religione maggioritaria via via fino al più piccolo gruppo ecclesiastico.

    Saluti.
  • il.gabbiano
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    00 8/8/2006 1:20 AM
    Re:

    Scritto da: husband70 08/08/2006 0.38
    Ottimo quesito e anche ben posto. Attendiamo risposte dai teologi del forum.

    Mi chiedo solo perchè sia stato messo nella sezione dei TdG e non, andando effettivamente a 360° e coerentemente con il suo contenuto, nella sezione dei diritti umani fondamentali disattesi, in proporzione diretta, dalla religione maggioritaria via via fino al più piccolo gruppo ecclesiastico.

    Saluti.




    In realtà mi sono posto anch'io il problema della sezione adatta.
    Invero volevo discutere sulla pratica della scomunica e sul potere religioso da un punto di vista più strettamente biblico, piuttosto che da un punto di vista prettamente legato ai fondamentali diritti umani, cosa che si sta già facendo.
    Ho inserito il tema dei diritti umani semplicemente perchè oggi la pratica della scomunica è soprattutto messa in rapporto con la loro violazione.
    Poichè questo forum è prevalentemente frequentato da cattolici, TdG ed ex, ho pensato che questo fosse l'utenza più interessata.
    Ci sono anche credenti evangelici, forse pentecostali o di altra estrazione, ma mi pare di non aver mai osservato da parte loro alcuna preoccupazione per l'istituto della scomunica.
    Nessuno impedisce a questi signori di lamentare qui la violazione dei loro diritti, facendocene partecipi.
    So di siti di religiosi cattolici già intenti a dar voce alla violazione dei loro diritti, ed ogni tanto ne faccio mezione, ma finora non ho ancora visto qui un solo cattolico che lamenti la sofferenza derivante dalla scomunica. Questo per il fatto che la scomunica, quella vera ed a cui ci riferiamo, colpisce in particolare prelati e gente molto vicina al mondo cattolico, molto meno la gente comune, che così non avverte la pericolosità e la forza destabilizzante di questa pratica.
    C'è comunque un forte movimento cattolico di protesta, ma, evidentemente, nessuno di loro è mai transitato da queste parti.
    Sta di fatto che chiunque voglia raccontare di altre comunità e riferire qual'è il loro comportamento nei confronti dei dissidenti o dei peccatori non ha che da utilizzare questo spazio.
    Anche questo argomento si esaurirà subito se nessuno è interessato alla sua trattazione.
    E', perciò, da escludere che lo scopo di questo ed alcuni altri threads sia unicamente indirizzato a discutere di qualche particolare comunità religiosa. Se questo sembra accadere , accade perchè c'è chi vi ha un certo grado di implicazione.
    Sull'argomento "adulterio", ad esempio, non si è ancora espresso praticamente nessuno. Tutto dipende dal tema trattato e dall'indirizzo religioso degli utenti di questo forum.

    Tanti saluti

    IL Gabbiano
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    M.Tamburino
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    00 8/9/2006 4:06 PM

    Attendiamo risposte dai teologi del forum

    Qualcuno mi chiama? [SM=g27987] Ma sì, chi se ne importa. Magari ve la prendete tutti con me (qual novello Silvio) e così gli animi si placano (mi sembrano un po' agitati in questo momento).

    Mi chiedo solo perchè sia stato messo nella sezione dei TdG

    In effetti questa cosa scoccia anche a me, ma visto che i moderatori latitano tutti ... [SM=g27986] (come il tuo capo: quando serve ...) vuolsi così colà ... Preciso fin da subito che mi dissocio dalla sezione nella quale questo post è inserito [SM=g27988]

    andando effettivamente a 360° e coerentemente con il suo contenuto, nella sezione dei diritti umani fondamentali disattesi, in proporzione diretta, dalla religione maggioritaria via via fino al più piccolo gruppo ecclesiastico

    Queste sono il tipo di ricerca che poteva andare bene quando frequentavo le scuole medie: si copiava una decina di righe da un'enciclopedia e si pensava di aver rappresentato tutto l'universo e tutto lo scibile. A volte mi chiedo se un tale approccio non sia una tantino presuntuoso ...

    Inutile cercare di dimostrare che la scomunica non sia mai usata quale dimostrazione di potere. Pertanto non lo farò.

    Inutile anche ricordare che la sua efficacia è inversamente proporzionata alla dimensione del Gruppo nel quale si applica. Per cui, caro Hus, essa è ben più amplificata tra le religioni minoritarie che non quelle maggioritarie (io, oramai vicino agli "anta" ... [SM=g28000] ... intossicato da sempre da candele [SM=g27994] ed incensi ... ... non ho mai conosciuto uno "scomunicato" cattolico, quando qui pare che in altre realtà la frequenza sia ben più alta ...).

    Voglio invece cogliere lo stimolo "positivo" alimentato dalla domanda del nostro caro forista il.Gabbiano per fare una domanda che secondo me è altrettanto interessante.

    Se da un lato la pubblica gogna può diventare un atto di potere o strapotere ed anche una pubblica piazza nella quale umiliare un soggetto, e quindi cozzare contro gli inalienabili ed inviolabili diritti umani, dall'altro mi chiedo se accanto a quelli individuali esistano dei diritti collettivi o di una collettività e se questi siano altrettanto inalienabili ed inviolabili.

    Ammesso che esistano, secondo voi, esiste anche la possibilità di conciliare i diritti individuali con quelli collettivi? Ovvero quali modalità sono effettivamente percorribili per salvaguardare gli uni e gli altri? jyhu

    [Modificato da M.Tamburino 09/08/2006 16.08]

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    giainuso
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    00 8/9/2006 8:38 PM

    Scritto da: M.Tamburino 09/08/2006 16.06

    Ammesso che esistano, secondo voi, esiste anche la possibilità di conciliare i diritti individuali con quelli collettivi? Ovvero quali modalità sono effettivamente percorribili per salvaguardare gli uni e gli altri? jyhu

    [Modificato da M.Tamburino 09/08/2006 16.08]




    partiamo da qui...

    è sicurmente necessario tutelare sia la dignità della confessione che quella del cittadino/fedele ma solo nella misura in cui l'appartenenza ad una confessione religiosa sia funzionale allo sviluppo della personalità del singolo individuo.
    qualora tale rapporto di forze e di fini venga a mancare il diritto del singolo deve necessariamente prevalere su quello del gruppo sociale d'appartenenza.

    la libertà religiosa è garantita proprio perchè conditio indispensabile affinchè il cittadino possa sviluppare ed esprimere la sua personalità in una maniera completa e comprensiva della sfera spirituale.
    ma se da questa libertà dovessero scaturire comportamenti atti a limitare lo sviluppo sereno delle individualità verrebbe meno il fine stesso per cui la libertà degli enti religiosi viene garantita.

    in quest'ottica la pratica della "scomunica" difficilmente può essere recepita come strumento che tutela la confessione senza intaccare la dignità del singolo.
    comprendo anche che un qualsiasi gruppo sociale deve poter darsi delle regole e chiedere che queste vengano rispettate.
    quello che trovo certamente sbagliato è che gli effetti di questa disciplina si facciano sentire anche oltre i confini della confessione religiosa.

    è illogico che un cittadino debba ancora preoccuparsi della disciplina impartitagli da un ente religioso anche quando per dissociazione od espulsione non viene più a trovarsi sotto l'autorità di tale ente.

    questa ingernza all'interno della società civile è inaccettabile.ci deve essere una linea di demarcazione,una "città fortificata",all'interno della quale il cittadino può liberamente esprimersi una volta spezzati i legami con la confessione.

    qualunque provvedimento che per natura o per fine riesca ad influenzare la vita di un uomo anche all'interno delle "mura " della società civile,va a mio avviso considerato illegittimo.

    ciao
    bruno

    [Modificato da giainuso 09/08/2006 20.41]

  • il.gabbiano
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    00 8/9/2006 9:29 PM
    Ho replicato a Tamburio nella sezione dei fondamentali diritti umani, nel thread che parla di diritti umani e potere religioso, avviato da Giainuso.
  • il.gabbiano
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    00 8/10/2006 11:07 PM
    Trascrivo qui un'interessante commento di Barnabino sull'argomento della scomunica e del diritto alla libertà di opinione. Egli ebbe a dire ad un interlocutore quanto segue:

    "Per definizione in una religione non esiste di fatto "libertà di opinione" visto che non si tratta di opinioni quelle di cui si occupa la religione ma di verità rivelate, questo naturalmente per chi ci crede, attraverso la bibbia e attraverso la chiesa di Dio.

    Dunque può esistere un dibattito ma se sfocia in un aperto contrasto con le dottrine insegnate dalla Bibbia dalla chiesa a cui appartini ti poni fuori dall'ortodossia. Questo è chiaranmente il modello della congregazione primitiva dove non vi era alcuna libertà di opinione ma le decisioni erano prese dal collegio degli apostoli e poi di anziani. Gli apostoli decidevano le dottrine, disassociavano e così via. Non a caso gli apostati erano presenti anche nel I secolo, non mi pare che venissero tollerati con le loro idee eterodosse (non necessariamente nocive) all'interno della congregazione cristiana lo scambio di opinioni su di esse all'interno della chiesa. Anzi, sia nel primo secolo che nel secondo erano considerati tra i po che si auspicasse ecattori più gravi, e d'altronde la chiesa cattolica (non in tutte le sue espressioni naturalmnete) come TdG ti considera un apostata e un settario. Nel I secolo dunque non esisteva nessuna idea di chiesa universale.

    Questo non è specifco dei TdG ma di ogni religione, se sei un cattolico o un protestante e cominci ad insegnare che la dottrina della trinità non è un insegnamento cristiano sarai considerato apostata, che non è un insulto, ma indica che ti sei allontanato dalle dottrine insegnate da quella religione e dunque verrai scomunicato o comunque ti porrai al di fuori dell'ortodossia (Vedi Hans Kung, Bargaglio e altri). Lo stesso vale per un prete che si sposa o che ha un comportamento eterodosso all'interno della sua chiesa, non potrà pretendere di restare nel suo ruolo.

    Che poi qualcuno tra i TdG venga disassociato solo perchè esprime le sue opinioni mi pare impossibile,
    sei disassociato nel momento in cui esprimi opinioni eterodosse e ne fai propaganda....
    Io credo che la loro forza dei TdG è questa: l'unità, la coesione e l'amore per Dio e i fratelli che li legano. Tu non devi ubbidire per paura ma per amore verso Dio, le sue leggi e i suoi rappresentanti. Se ci credi....
    .... Anche chi adora un idolo apparentemente non compie qualcosa di pericoloso per il prossimo, anzi, ci sono idoli simpatici pure.... ma il problema è che Dio ci ha rivelato (dittatorialmente!) una Sua verità, più alta della nostra. Questa verità dobbiamo difendere, per chi ci crede, e non la nostra opinione.

    Non vorrei essere stato troppo duro con te, ma è quello che penso. Sono curioso di una cosa però, cosa è per te la disassociazione alla luce delle scritture citate?"


    Che cos'è per voi la scomunica ed in che modo si fonda sul cristianesimo primitivo?
    Sarebbe interessante iniziare con una scrittura per volta, dopodichè commentarla fino in fondo.
    Intanto il post di Barnabino offre degli spunti da cui partire per questo dibattito che, in questo momento, vede attivi protagonisti in rotta di collisione con la pratica della scomunica, oggi sempre più contraria ai principi che hanno ispirato la carta costituzionale dei fondamentali diritti umani.
    Era veramente nelle intenzioni dei primi cristiani questo agire che ha prodotto durante molti secoli centinaia di migliaia di vittime?
    E' stato veramente il Cristo ad aver avviato questa discussa ed inaccettabile pratica?

    Tanti saluti

    Il Gabbiano
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    -gengiskhan-
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    Benvenuto
    00 8/10/2006 11:41 PM
    Re:

    Scritto da: il.gabbiano 10/08/2006 23.07

    Intanto il post di Barnabino offre degli spunti da cui partire per questo dibattito che, in questo momento, vede attivi protagonisti in rotta di collisione con la pratica della scomunica, oggi sempre più contraria ai principi che hanno ispirato la carta costituzionale dei fondamentali diritti umani.

    Tanti saluti

    Il Gabbiano



    Sai qual'è il mio pensiero caro il. gabbiano?

    Che i fautori della scomunica si basano su frammenti di dubbia autenticità vecchi di duemila anni con anacronistici contenuti che definiscono sacri.

    La carta costituzionale dei fondamentali diritti umani è attuale e fondata sui principi e sull'etica della società civile del nostro tempo.

    Andare in rotta di collisione mi sembra inevitabile.

    [SM=x511460]
    L'amore può condurre alla morte, ma la morte non può condurre all'amore.-
    Autore: IO
  • il.gabbiano
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    00 8/11/2006 2:31 PM
    Re: Re:
    Scritto da: -gengiskhan- 10/08/2006 23.41
    ---------------------------


    > Sai qual'è il mio pensiero caro il. gabbiano?
    >
    > Che i fautori della scomunica si basano su frammenti di dubbia autenticità vecchi d
    > i duemila anni con anacronistici contenuti che
    > definiscono sacri.
    >
    > La carta costituzionale dei fondamentali diritti uman
    > i è attuale e fondata sui principi e sull'etica
    > della società civile del nostro tempo.
    >
    > Andare in rotta di collisione mi sembra inevitabile.
    >
    > [SM=x511460]



    Bene, caro Gengy, hai messo a fuoco un altro importante e scottantissimo problema:

    Dicano i cristiani sostenitori indomiti della scomunica a quando risalgono i documenti su cui la basano.
    Parlo di documenti effettivamente disponibili e leggibili oggi.

    Qualunque testamento, perchè sia valido,deve necessariamente essere autentico.

    La fede non può sopperire alla mancanza di documentazione.
    Se vi sopperirisce LO DEVE DICHIARARE.

    MI spiace riscontrare che i fautori della scomunica non abbiano nulla da dire. Vi dirò poi come si costuma definire una latitanza del genere.
    Ricordate che sono state milioni le vittime delle scomuniche e milioni di persone oggi in qualche modo ne sono ancora vittime.
    Luigi Fallacara, Vito pucci, Luigi Tosti sono alcuni di questi.

    Tanti cari saluti.

    Il Gabbiano
  • barnabino
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    00 8/11/2006 2:59 PM
    Caro Gabbiano,


    Dicano i cristiani sostenitori indomiti della scomunica a quando risalgono i documenti su cui la basano.



    Cosa intendi? I documenti che parlano della disassociazione, o scomunica, sono tutti datati nella seconda metà del I secolo. Il documento cristiano più antico è la prima lettera ai corinti di Paolo che risale intorno al 55 dC.

    Qui è detto:

    "Cessate di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriacone o rapace, non mangiando nemmeno con un tal uomo"

    Shalom [SM=x511460]



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