00 6/18/2009 10:14 PM
Iran, migliaia con Moussavi
si teme la preghiera del venerdì

Sono “centinaia di migliaia” gli oppositori alla rielezione del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad che si sono radunati oggi pomeriggio sulla Piazza Imam Khomeini, nel sud di Teheran, per il sesto giorno consecutivo. I sostenitori dell’ex candidato moderato Mir Hossein Mussavi, vestiti di nero in segno di lutto per i manifestanti uccisi nella manifestazione di lunedì scorso sono confluiti pacificamente in corti provenienti da moschee in diverse aree della città. Mir Hossein Mussavi ha preso la parola.

Vestito di nero come i manifestanti per commemorare i morti degli incidenti di lunedi scorso, Mussavi secondo alcuni testimoni si è rivolto alla folla con un megafono con al fianco la moglie Zahra Rahnavard. Oltre ai cartelli con vari slogan, la folla ha esibito anche le foto con il volto insanguinato di alcuni dei sette morti di lunedi. Altri portavano cartelli con l’immagine di alcuni giocatori della nazionale di calcio iraniana che ieri hanno giocato in Corea del Sud con al braccio la fascia verde diventata il simbolo del movimento pro-Mussavi.

Sul fronte degli arresti, sarebbero già più di 500 quelli finiti in manette, gente comune e ‘cervelli’ come il leader dissidente Ebrahim Yazdi arrestato oggi in ospedale, secondo Issa Sarkhiz, un dirigente riformista. La milizia islamica iraniana dal canto suo, ha chiesto ai propri aderenti, i basiji, di partecipare alla oggi preghiera del venerdì a Teheran che sarà condotta dalla Guida suprema Ali Khamenei. I basiji hanno anche avvertito i candidati che contestano la rielezione del presidente di “dissociarsi esplicitamente dai rivoltosi”, il termine che i miliziani usano per riferirsi ai manifestanti che sfilano da giorni per le strade della capitale. Mussavi e Karoubi hanno anch’essi annunciato la loro partecipazione alla preghiera del venerdì.





Stamani a favore di Mir Hossein Mussavi si è schierata l’Associazione dei religiosi combattenti. L’associazione, che rappresenta il clero islamico riformista, ha infatti chiesto l’autorizzazione ad organizzare per sabato pomeriggio una grande marcia nel centro della capitale che si dovrebbe concludere con un discorso di Mussavi, ma che sarebbe caratterizzata dalla presenza dell’ex presidente iraniano moderato Mohammad Kathami.

GOVERNO: NEMICI E LORO STAMPA RESPONSABILI DISORDINI Il governo del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha accusato quelli che ha definito “i nemici” dell’Iran di “fomentare i disordini” e i mass-media occidentali di “diffondere menzogne e dicerie” sulle elezioni presidenziali. Lo riferisce il sito della televisione in lingua inglese PressTv, citando un comunicato dell’esecutivo. “I nostri nemici e i loro mass-media hanno assoldato elementi opportunisti e hanno approfittato dell’ingenuità di certa gente per provocare disordini”, si legge nel comunicato. Il governo di Ahmadinejad fa appello alle forze di sicurezza perché prendano misure “per sradicare il vandalismo e le minacce alla popolazione”.

TV, SVENTATO COMPLOTTO TERRORISTICO NEL GIORNO DELLE ELEZIONI Le autorità di Teheran hanno sventato una serie di attentati progettati da “nemici dell’Iran” per colpire alcune moschee di Teheran e altri luoghi nel giorno delle elezioni presidenziali del 12 giugno. E’ quanto ha riferito oggi la Irib, la Tv pubblica iraniana, citando un comunicato del Ministero per l’Intelligence. Il complotto, nel quale erano coinvolti diversi gruppi terroristici coordinati dall’estero, è stato scoperto e neutralizzato in extremis proprio nella giornata del voto. “Esponenti di uno dei gruppi coinvolti intendevano collocare ordigni esplosivi in vari siti affollati di Teheran come le moschee di Ershad e di Al-Nabi”, afferma tra l’altro il comunicato citato dalla Tv.I risultati ufficiali del voto di venerdì scorso indicano che Ahmadinejad ha vinto con una maggioranza travolgente, provocando scontri quotidiani tra i sostenitori di Mousavi, la polizia e le milizie islamiche.





Proteste «interventiste»
Alcuni religiosi riformisti hanno chiesto il permesso del governatore di Teheran per tenere una manifestazione nella capitale sabato prossimo, cui dovrebbero partecipare anche Mousavi e l’ex presidente riformista Mohammad Khatami, dice il sito di Mousavi. Ieri, il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore svizzero, che rappresenta gli interessi Usa, per protestare contro le dichiarazioni «interventiste» degli Stati Uniti sulle elezioni in Iran.

A Washington, il dipartimento di Stato ha respinto con forza le critiche e la Casa Bianca ha detto che il presidente Barack Obama continua a difendere il diritto degli iraniani a protestare pacificamente contro il risultato delle elezioni. Mousavi ha scritto una lettera al consiglio nazionale di stato per la sicurezza dell’Iran protestando contro la presenza di agenti in borghese che usano bastoni, sbarre di ferro e in alcuni casi armi da fuoco per «attaccare le linee dei partecipanti pacifici prima dell’arrivo delle forze di sicurezza». Il candidato ha condannato gli arresti di suoi sostenitori negli ultimi giorni.





Decine di filo-riformisti sono stati arrestati dopo le elezioni, e tra di loro ci sono anche figure di primo piano, dicono alcune fonti. L’agenzia di stampa Isna, citando funzionari provinciali, dice che 88 persone sono state arrestate durante le proteste seguite al voto a Mashhas, una città di orientamento conservatore nel nord-est dell’Iran, e un’altra sessantina a Tabriz, nel nord-ovest. Arresti di sostenitori di Mousavi sono stati segnalati anche a Isfahan, Rasht, Orumiyeh, Zanjan e Zahedan.